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ATTINGERE ALLA SORGENTE
Andare a Roma è un po’ come tornare a casa. Così, da venerdì 23 a domenica 25 febbraio, è stato per noi professe temporanee che abbiamo partecipato al corso di formazione. Andare a Roma è tornare a casa, perché a Roma c’è il Papa; a Roma ci sono le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo che hanno testimoniato col dono della vita l’amore per il Signore; a Roma poi il Signore ha condotto anche Don Alberione e ha fatto fiorire la Famiglia paolina; a Roma c’è casa Annunziatine, casa tra le case, ma casa assai speciale! Il corso di formazione è stato un’esperienza preziosa per attingere alla Sorgente e per condividere insieme nella gioia quel cammino di sequela a Gesù Maestro Via Verità e Vita a cui ci ha chiamate fin dall’eternità. Sono davvero tanti i doni che il Signore ci ha voluto donare in quei giorni, ma siamo certe che Lui è il Dono più prezioso da accogliere, amare, trasmettere a tutti. Rendiamo grazie al Signore per gli intensi momenti di preghiera, per le meditazioni ricche e profonde di Don Vito, per la presenza attenta e disponibile di ogni sorella, per la appassionata testimonianza di Anna |
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Maria e Caterina che ci hanno comunicato la bellezza dell’appartenenza all’I.M.S.A., per i tempi del silenzio e per quelli della fraterna condivisione. Di tutto rendiamo grazie al Signore. Ora mi risulta un po’ difficile raccogliere in sintesi e in modo organico le varie riflessioni sulla bellezza e l’impegno della sequela, sull’importanza della meditazione personale, sulla centralità della vita spirituale, sui voti di povertà (vera ricchezza), castità (vero amore), obbedienza (vera libertà), tutto affrontato alla luce della parola di Dio, del Magistero della Chiesa (Ripartire da Cristo n° 22 e 25) e dal pensiero del Fondatore (Capitolo 2 dello Statuto e cit. dalle Meditazioni per consacrate secolari). Mi è invece più semplice condividere la gioia e lo stupore provati nella serata di sabato quando ci è stata presentata la storia e le caratteristiche peculiari dell’I.M.S.A., attraverso immagini e frasi significative di Don Alberione che ci invitava a essere davvero anime che ardono dell’amore di Dio, guardando a Maria nel mistero dell’annunciazione, nel cuore della storia, all’inizio della redenzione. Vorrei poi ricordare il pellegrinaggio che abbiamo fatto nel pomeriggio di sabato quando ci siamo recate, non da turisti interessati o da visitatori distratti, ma come pellegrini alla Basilica di San Paolo, nel luogo dove Paolo ha testimoniato col martirio il suo grande amore per il Signore Gesù. Al centro del quadriportico, davanti alla facciata, si erge maestosa la statua raffigurante l’Apostolo con la spada in mano. Ci viene da riflettere che quella spada usata per perseguitare i cristiani si è trasformata in simbolo di fede dopo l’incontro sfolgorante di Paolo col Signore Gesù sulla via di Damasco. Quando poi entriamo in Basilica e, con calma attraversiamo la lunga navata centrale, con lo sguardo ripercorriamo i ritratti dei papi che si sono succeduti nella storia, ci viene da pensare al cammino che la Chiesa ha compiuto e compie nel tempo e nello spazio, quella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. E non si può non riconoscere le meraviglie che il Signore ha operato e continua a operare: in questa Basilica è nato l’ordine dei Gesuiti; qui Santa Brigida ha pregato davanti al crocifisso della Cappella del Santissimo Sacramento; qui chissà quante volte Don Alberione ha sostato in preghiera per lodare il Signore ed invocare l’intercessione di San Paolo, ritenuto da lui il vero Fondatore della Famiglia Paolina. Ma il momento più bello e significativo è stato quando abbiamo pregato insieme il Rosario, affidando a Maria, nostra Madre e Regina degli Apostoli, la nostra vita, il nostro cammino personale, di Istituto e di Famiglia Paolina. Velocissima è arrivata la domenica con le varie partenze; chi con il treno, chi con la corriera oppure con l’aereo, siamo ritornate a casa, alla casa della nostra famiglia, al nostro lavoro e al nostro apostolato. Il Signore che ci ha invitate a stare con Lui, ci invita ora a ritornare a casa, riconoscendoci sempre peccatori bisognosi di conversione, ma anche sempre grati per la Sua Infinita Misericordia. C. B. |